mercoledì 14 gennaio 2015

Riforma del catasto, raddoppiano Imu e Tasi

Sebbene l'iter sia già stato avviato, la riforma del catasto entrerà in vigore non prima del 2018-2019,  anni che serviranno ai contribuenti italiani a mettersi da parte qualche "spiccio" per tamponare gli aumenti di Imu e Tasi che questa riforma porterà con sè.

Cosa prevede la riforma? Essenzialmente, l’introduzione di criteri di mercato per l’identificazione del valore fiscale e la modifica del sistema attuale, basato sui vani, a quello dei metri quadrati. Novità, e non positive, per i proprietari di case: secondo le ultime fonti, infatti, la riforma del catasto potrebbe portare far aumentare e non di poco il valore catastale delle case e quindi di conseguenza vedrebbe aumentare le imposte annesse alle abitazioni, come Imu e Tasi appunto. La fonte è dell'Omi - Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate - che ha svolto unaricerca a riguardo, evidenziando un forte scollamento tra il valore catastale e il valore reale degli immobili è ancora molto alto e mettendo in allarme i contribuenti circa la possibilità di un forteaumento delle imposte sulla casa a causa delle nuove aliquote frutto della riforma, facendo addirittura triplicare quella di  registro.L'Omi ha esaminato circa 200 mila atti di vendita, riscontrando che il valore catastale è in media 3,1 volte più basso del prezzo di cessione dell’immobile. Questo significa che, con le aliquote di oggi, l’importo dell’imposta di registro dovrebbe in media triplicare e quello di Imu e Tasi raddoppiare. 
Una situazione che varia da città a città, ovviamente, e anche da quartiere a quartiere: la più sfortunata, secondo ultimi dati, sarebbe Messina, con una maggiorazione dell'Imu di oltre il 220 per cento e un aumento dell'imposta di registro del 367 per cento. Problemi anche per i possessori di immobili a Milano  o a Roma -specie in determinati quartieri residenziali -  dove si parla di aumento di Imu e Tasi di oltre il 120 per cento e di imposta di registro con un +200 per cento. Allo stato attuale si verrebbero a manifestare situazioni paradossali come la seguente: una casa nuova nella periferia di Roma o Milano avrebbe un valore catastale più alto di una di uguale superficie in centro, se era stata accatastata come casa popolare. E se la riforma del catasto non partirà prima del 2018, i calcoli di Imu e Tasi e il relativo incremento invece potrebbero venire applicati già dal 2015. La città meno colpita sarà Torino, dove  differenza tra imponibile Imu/Tasi e valore fiscale è solo del 16 per cento. 

Tratto da: https://it.finance.yahoo.com/notizie/riforma-catasto-raddoppiano-imu-tasi-121712150.html

martedì 13 gennaio 2015

Je suis Tottì

Scendendo dai massimi sistemi all’unica religione di massa ancora praticata in Europa, il calcio, fa riflettere che il presidente laziale Lotito abbia considerato l’esultanza di Totti una provocazione. Dopo avere segnato il secondo gol, e che gol, il capitano della Roma si è fatto un autoscatto con i tifosi giallorossi. Si potrà discutere sulla sempre maggiore complessità delle pratiche di festeggiamento negli stadi. E chi ha i capelli bianchi, o non li ha proprio più, forse rimpiangerà le esultanze composte dei campioni del secolo scorso, che si limitavano ad alzare le braccia al cielo e a scambiarsi pacche virili con i compagni. Ma una cosa è sicura: il gesto di Totti era una manifestazione di gioia e non di strafottenza, quale sarebbe stato un autoscatto sotto la curva abbacchiata degli avversari. Eppure il presidente della Lazio, che sa di latino ed è uomo di vaste letture, vi ha intravisto nientemeno che un’istigazione alla violenza.  

Come il filosofico Lotito sa bene, nel mondo della materia tutto è duale e dunque lo stesso gesto produce effetti sia positivi sia negativi. Un gol, per esempio, mette qualcuno di buon umore e getta nello sconforto qualcun altro. La differenza fra gioia e provocazione la fa l’intenzione. Anche delle vittime. Spesso, infatti, ci si sente tali per narcisismo. Perché si è convinti che gli altri, quando fanno qualcosa che ci dà fastidio, stiano pensando a noi. Offendersi è diventato un modo di darsi importanza. Invece non siamo quasi mai al centro dell’attenzione altrui, purtroppo. Cioè per fortuna.  

Tratto da: 

http://www.lastampa.it/cultura/opinioni/buongiorno

giovedì 7 agosto 2014

I prossimi seminari all' Università La Sapienza


LA SAPIENZA CONVOCA AMANDA KNOX PER "LE REGOLE DELLA CONVIVENZA

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LA SAPIENZA CONVOCA L'ORTOLANO DI ARCORE PER IL SEMINARIO "IL GIUSTO PREZZO DEI FAGIOLINI". INTERVIENE FRANCESCA PASCALE

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LA SAPIENZA CONVOCA VITTORIO SGARBI PER UN SEMINARIO SULLA GESTIONE DELLA RABBIA.

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LA SAPIENZA CONVOCA CORONA PER IL CORSO "LEGGE SULLA PRIVACY"


Un milione di dollari a puntata per i nerd di «Big Bang Theory»

Un assegno da un milione di dollari a puntata. Del resto se il tuo programma fa 20 milioni di spettatori e genera introiti per 1 miliardo di dollari forse la cifra è congrua. Gli attori della sitcom americana più popolare — The Big Bang Theory — diventano anche quelli della sitcom più pagata. Così Jim Parsons (41 anni), Johnny Galecki (39) e Kaley Cuoco (28) hanno praticamente triplicato la loro parcella — venivano pagati 350 mila dollari a puntata — e si mettono in cima alla lista degli attori tv con l’ingaggio a episodio più alto (in euro fa 750 mila). Hanno battuto pure il record dei protagonisti di Friends — la sitcom che per certi versi ricorda le atmosfere diThe Big Bang Theory — che avevano ottenuto un assegno da un milione a testa.
La differenza è ora che, oltre alla quota fissa (le prossime tre stagioni prevedono 72 episodi, il totale si fa in fretta), c’è anche una percentuale sui ricavi dal merchandising del marchio (gadget, dvd, magliette, tazze...): prima del nuovo contratto la percentuale a loro destinata era dello 0,25 per cento, ora è salita all’1.25 per cento. Un accordo complessivo che per i prossimi tre anni farà guadagnare ai tre una cifra tra i 90 e i 100 milioni di dollari. Gli altri due attori del cast principale invece — Simon Helberg (33) e Kunal Nayyar (33) — intascheranno 800 mila dollari, una cifra che salirà fino al milione nel corso delle prossime tre stagioni (da subito scatta però lo stesso trattamento economico per i diritti di merchandising). Possono così finalmente partire le riprese dell’ottava stagione di Big Bang Theory che racconta la storia di quattro nerd tanto geniali (sono quattro scienziati) quanto sociopatici (il tempo libero lo passano tra fumetti, videogame e tv). Chiaro che anche a donne non stanno messi benissimo. Fino all’arrivo della nuova vicina di casa che sogna di fare l’attrice e ha un’irresistibile attrazione per tutto ciò che è superficiale (ovviamente la ragazza è bionda). In Italia le nuove puntate saranno trasmesse a gennaio da Joi, il canale pay di Mediaset Premium (in chiaro invece la serie va in onda su Italia 1).


Tratto da: http://www.corriere.it/spettacoli/14_agosto_05/milione-dollari-puntata-nerd-big-bang-theory-2204eb80-1cbb-11e4-af0c-e165f39759ba.shtml


Abuelas de Plaza de Mayo (Ritrovato nipote dopo 36 anni)

BUENOS AIRES
Lo hanno cercato per 36 anni, ma non sono riusciti a trovarlo finché lui non ha deciso di risolvere il dubbio che gli ronzava in testa da sempre, ed è andato a farsi un test del dna per conoscere le sue vere origini: il nipote di Estela De Carlotto, la fondatrice delle Nonne di Plaza de Mayo, è appena stato ritrovato. Il regime militare del generale Jorge Videla, lo strappò dal grembo di sua madre cinque ore dopo il parto, il 26 giugno del ’78, mentre questa era prigioniera politica, e lo diede in adozione clandestina alla famiglia che lo ha cresciuto fino ad oggi e che ora va incontro a pesanti carichi penali. 

«È bellissimo, ha i lineamenti dei Carlotto ed è un musicista come suo cugino», ha detto in un’accorata conferenza stampa Estela, circondata dalle altre anziane signore con cui ha portato avanti una ricerca che, per il gruppo, è inziata nel 1977. Per questo, quello di oggi è certamente un fatto storico: da allora le Abuelas de Plaza de Mayo hanno infatti ritrovato 113 dei figli di desaparecidos che i militari distribuivano segretamente a famiglie di loro fiancheggiatori, ma non avevano mai avuto notizie significative del discendente diretto della loro presidente.  

Il nipote che Estela ha sempre chiamato Guido, perché sua figlia Laura le scrisse dal carcere che avrebbe voluto battezzarlo così, come si chiamava suo padre, fu registrato all’anagrafe come Ignacio Hurban, fa il pianista, ed è cresciuto in una famiglia di quella che la Carlotto ha definito «gente di campagna» nella località di Olavarria, circa 350 km a sud di Buenos Aires. Poche ore fa, ha ricevuto una telefonata in cui è stato messo al corrente della sua vera origine, ed ha accettato di incontrarsi con la nonna biologica, che per ora l’ha visto solo in foto.  
Tuttavia, mentre nella sede di Abuelas in centro a Buenos Aires si festeggia quella che dal loro punto di vista è certamente una bella notizia, il diretto interessato ha chiesto un po’ di tempo per riflettere, e, sebbene sembra che sia stato contento di conoscere la sua propria identità, non è affatto scontato che decida ora di rinunciare al cognome adottivo e di rompere i rapporti con la famiglia che l’ha cresciuto. Molti tra coloro che sono passati per situazioni analoghe alla sua, infatti, non hanno poi ripudiato i genitori abusivi, che pure si sono resi complici (in alcuni sporadici casi in maniera incoscia) di un crimine, quale il rapimento e l’adozione clandestina di un bambino. 

Per Estela de Carlotto, che oggi ha 84 anni ed ha confessato che «non voleva morire senza abbracciare Guido», è il coronamento di una vita spesa nella resistenza civile al potere dei militari che governarono l’Argentina tra il 1976 e l’83. Una vita che l’ha portata al cospetto di due Papi, e anche ad essere più volte nominata, insieme alle altre Abuelas, al Premio Nobel per la Pace. La sua famiglia fu colpita molto duramente dal potere politico dell’epoca. Oltre alla figlia, anche il marito Guido fu arrestato dalle squadre di para-polizia e poi liberato in seguito al pagamento di un riscatto.  

In quanto a Laura, morì sotto i ferri dei suoi torturatori nel centro di detenzione clandestino in cui era stata tradotta in quanto militante della sinistra peronista. Poi, adottando una prassi anomala, i militari restituirono le spoglie a sua insistente madre. Per questo, non fa parte dei 30 mila desaparecidos (letterlamente “scomparsi”) che, non senza dibattiti, la storiografia attribuisce alla repressione del governo di Videla e gli altri generali. 

Tratto da: http://www.lastampa.it/2014/08/05/esteri/argentina-la-leader-delle-nonne-di-plaza-de-mayo-ritrova-il-nipote-dopo-anni-siwNwTdQa9tBQx3Wf7igdP/pagina.html