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giovedì 3 ottobre 2013

Michael J. Fox: “Guarire? Non so se vorrei…”

"Se entrassi in una stanza, e ci fossero Dio o Buddha o Bill Gates o Sergey Brin o chiunque altro potesse trovare un modo per guarirmi, non credo che direi di sì".
Michael J. Fox e Tracy Pollan sul red carpet degli Emmy 2013
Queste le parole di Michael J Fox, che nel 1991 ha scoperto di avere il morbo diParkinson. Da allora la sua vita è cambiata e, contrariamente a quanto si possa pensare, non in peggio, perché si è arricchita. "Non avrei passato quello che ho passato e non avrei fatto le esperienze che ho fatto - ha detto in un'intervista a Rolling Stone riferendosi a come sarebbe stata la sua vita senza la malattia - Ce la faccio ancora. In fin dei conti riesco ancora a fare uno show. E allora che cosa ho perso?". Un punto di vista molto chiaro, che poi ha continuato a spiegare così: "Tutti noi abbiamo la nostra dose di sfortune e tutti noi preferiremmo i problemi degli altri ai nostri".
Per l'attore si tratta dell'ennesima dimostrazione di grande forza: da quando ha scoperto di essere ammalato, infatti, il protagonista di Ritorno al futuro non ha mai smesso di combattere, non si è mai perso d'animo e non ha mai smesso di dedicarsi al suo lavoro. Ora, grazie a un miglioramento delle condizioni di salute, è tornato in tv per una serie sulla sua vita prodotta dalla Nbc dal titolo The Michael J. Fox.
In un'altra occasione l'attore, che ha creato una fondazione a sostegno della ricerca scientifica, aveva dichiarato: "Il parkinson mi ha salvato la vita. Prima vivevo a 100 all'ora e bevevo, ora mi sono avvicinato alla famiglia".

lunedì 1 luglio 2013

I benefici della birra

Uno spot citava: "chi beve birra campa cent'anni". Non sarà vero, ma questa bevanda, un derivato del luppolo, ha notevoli proprietà benefiche. Ha origini molto lontane nel tempo, sembra addirittura risalenti all'antico Egitto: ovviamente era molto diversa, soprattutto per la fermentazione, che era naturale.
E oggi è una delle bevande preferite dagli italiani, la numero uno tra i 30 e i 44 anni, molto apprezzata anche dalle donne (12 milioni si calcolano) per le poche calorie che contiene e il basso livello di alcol.
Da un'indagine commissionata dall'associazione Assobirra è risultato che il consumo di birra ha superato quello del vino, soprattutto nei pasti fuori casa e durante il weekend. Il 42% degli italiani la beve al ristorante, contro un 39% che preferisce il vino.
Secondo uno studio dell'Università di Barcellona, con la collaborazione dell'Istituto di Salute di Madrid, un consumo moderato di birra ha effetti positivi sulla nostra salute, per l'alto contenuto di acido folico, vitamine, ferro e calcio. Inoltre, il luppolo contiene un particolare polifenolo, lo xantumolo, una molecola che viene considerata antitumorale.
Non è semplicemente una bevanda alcolica, ma ha proprietà nutritive importanti, e infatti per un lungo periodo è stata chiamata "il pane liquido". Tutto questo va bene, ma non si deve eccedere. Tradotto, vuol dire massimo 2-3 bicchieri al giorno, da 0,25 cl l'uno. In questo modo si assumeranno dai 20 ai 30 gr. di alcol, rimanendo nella dose consigliata dai medici. E i benefici quali sono?

LA BIRRA NON FA INGRASSARE - Come dicevamo non fornisce tante calorie, un bicchiere da 250 cc ne apporta circa 85, meno di un succo di frutta ricco di vitamine. Ovviamente dipende dal tipo di birra che scegliamo, 100 grammi di quella normale si traduce sulle 35 cal., con un range che va da 28 (per quelle leggere) alle 60 (per quelle più forti). Dati che provengono da studi effettuati in Gran Bretagna, la patria della birra, secondo cui la bionda è la meno calorica tra le bevande alcoliche, con valori addirittura più bassi di molte bevande analcoliche

LA BIRRA FA BENE ALLE OSSA - Ce lo dice l'Università californiana di Davis, che ha esaminato oltre 100 diversi tipi di birre, rilevando una notevole presenza di silicio. Si tratta di un minerale che ha tra le sue caratteristiche quelle di aumentare la forma e la resistenza delle nostre ossa. Il silicio è presente soprattutto nelle birre prodotte con orzo e luppolo. 

LA BIRRA PREVIENE I DISTURBI CARDIOVASCOLARI - Riduce del 4% il livello del colesterolo, quindi dei grassi presenti nel sangue. È stato provato da diverse ricerche che bere birra moderatamente abbassa i rischi di andare incontro a un infarto. Questo perché contiene un alto tasso di polifenoli, noti antiossidanti che hanno capacità elevate dal punto di vista protettivo delle arterie. 

LA BIRRA PREVIENE IL DIABETE DI TIPO 2 - Anche in questo caso si tratta di una proprietà molto importante, evidenziata dai risultati di uno studio europeo. Sono state esaminate 16.000 donne, di età compresa tra i 50 e i 70 anni. Tra loro, chi beveva birra, in modo ripetiamo sempre moderato, vedeva diminuire il rischio dell'insorgenza del diabete di tipo 2 rispetto a quelle che erano astemie. 

LA BIRRA E' ANTITUMORALE - È risultato da uno studio condotto dall'Istituto dei tumori di Genova. Questo grazie all'alto livello di polifenoli presenti, in particolar modo dello xantumolo, che ha la capacità di fermare lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni che favoriscono la crescita tumorale. Le birre a più alto contenuto di xantumolo sono quelle con più luppolo, quelle cioè dal sapore più amaro e che nel bicchiere sviluppano una schiuma densa e persistente.

Tratto da: 
http://it.lifestyle.yahoo.com/foto/benefici-della-birra-slideshow/la-birra-%C3%A8-antitumorale-photo--2061295321.html

martedì 25 giugno 2013

Come risparmiare 500 euro al mese

Sembra un obiettivo impossibile da raggiungere, ma con un po’ di attenzione e una dose di buona volontà possiamo risparmiare ogni mese 500 euro. Che equivalgono a 6000 euro messi da parte in un anno. Incredibile? Vediamo come tagliare le spese in modo intelligente, eliminando il superfluo.
  1. La spesa. Passare dai supermercati tradizionali ai discount, acquistare i prodotti in promozione e gli articoli scontati fa risparmiare a una famiglia in media 40 euro al mese. Meglio, poi, ridurre il numero di spostamenti al supermercato e andare una sola volta a settimana con una lista pianificata di quello che occorre: andare più volte, infatti, induce inevitabilmente a comprare oggetti di cui non si ha necessità. Meno 10 euro.
    Conviene portare il proprio sacchetto riutilizzabile per la spesa: 4 sacchetti a 10 centesimi a settimana sono 1,60 euro al mese che possiamo non buttare via.
    Comprare solo frutta e verdura di stagione e carne intera da tagliare e surgelare nelle porzioni giuste ci fa risparmiare 15 euro al mese e al tempo stesso aiuta l’ambiente. Se poi potete sfruttare un angolo del terrazzo per fare un piccolo orto domestico il risparmio è assicurato. E il divertimento pure!
  2. La banca. Scegliere un conto corrente on-line a basso costo permette di tagliare i costi bancari del 65% e di risparmiare fino a 16,50 euro al mese.
  3. La ristorazione. Quando cenate fuori optate per il self service rispetto al ristorante classico: la differenza ogni mese è di 50 euro.
  4. La casa. Una quotidianità più ecosostenibile si traduce in una vita più economica. Il consiglio è di iniziare con piccoli cambiamenti e di sviluppare una maggior attenzione per un minor consumo: mantenere il riscaldamento a 19 gradi e non a 20/21 si traduce in 10 euro in meno al mese; deumidificare invece che condizionare sono 7 euro risparmiati. Quasi 5 euro eliminando lo stand-by di piccoli elettrodomestici, 3 euro se non si fa scorrere l’acqua calda a vuoto mentre ci si fa la doccia o la barba, così come se si spengono le luci nelle stanze, almeno un’ora al giorno.
  5. L’energia. Scegliendo la compagnia più adatta alle proprie esigenze per gas e luce si possono risparmiare circa 10 euro al mese. 1 euro se si sostituiscono le vecchie lampadine con quelle a basso consumo, cosa che, tra l'altro, entro il 2016 sarà obbligatorio fare.
  6. La pausa pranzo. Evitare di pranzare fuori, portandosi il pranzo da casa equivale in media a 120 euro al mese in più nel nostro portafogli.
  7. L’acqua. Sostituire l’acqua in bottiglia con quella del rubinetto fa risparmiare in media 25 euro al mese.
  8. L’automobile. Se possibile, è bene sostituire la seconda auto abbonandosi a un servizio di car sharing. Oppure eliminarla del tutto. Una vettura del valore di 20 mila euro costa circa 500 euro al mese, considerando tutte le spese, dalla benzina all’assicurazione, alla perdita di valore del mezzo. Con il car sharing si possono accantonare anche 120 euro al mese.
  9. La palestra. Un’alternativa economica è la console per videogiochi con la funzione di personal trainer: spostare la palestra a casa propria, a fronte di un investimento iniziale di circa 250 euro, elimina il costo dell’abbonamento in palestra: si risparmiano 30 euro al mese il primo anno, 50 dal secondo in poi.
  10. La telefonia. Cambiando gestore e calibrando il profilo sulle proprie esigenze si possono risparmiare fino a 40 euro al mese.

lunedì 10 giugno 2013

Rocche dei sette fratelli





Le leggende, in Langa, sono infinite: quella che si tramanda a Treiso è legata alla spettacolare depressione naturale che si apre tra i suoi vigneti, divenuta tradizionale meta di turisti. Una voragine creata, in epoca preistorica, dal ritiro delle acque e dalla conseguente erosione del terreno, nel quale si aprirono profonde calanche. 

La leggenda narra di sette fratelli che, impegnati nel lavoro in campagna, vennero raggiunti dalla sorella. Questa, molto religiosa, li invitava a seguirla per la tradizionale processione del Corpus Domini. Ai suoi fratelli invece, nulla importava della Chiesa, di Dio o del parroco: a loro importava solamente che la loro vigna facesse abbastanza uva, tanta da poter imbottigliare qualche buona bottiglia da vendere al mercato di Alba. 

A giugno per la festa del Corpus Domini il parroco aveva organizzato una grande processione. Quando la sorella venne a saperlo subito pregò i fratelli di partecipare con lei alla cerimonia, ma essi, com’era ovvio, rifiutarono dicendo che non avrebbero mai perso un giorno di lavoro per una stupida processione, proibendole di seguire il crocifisso. La sorella non andò alla processione ma si recò nella vigna con loro. I filari però stavano proprio accanto alla strada, e così, a metà della mattina, quando la processione arrivò davanti a loro, il prete domandò come mai dei bravi cristiani non seguissero il crocifisso ed essi, superbi, risposero che sarebbe stato meglio se Dio non avesse ficcato il naso nei loro affari e inveirono contro la sorella che nel frattempo si era inginocchiata a pregare col capo chino e le mani giunte. 

Non appena ebbero pronunciato queste parole, un rumore uscì dalla terra, e questa prese a tremare, quasi fosse stato il Padreterno stesso a scuoterla con le sue mani. Poi, proprio in mezzo alla vigna, la terra si fendette, e crollò, e si aprì una profonda voragine lungo tutta la collina. Sotto i piedi dei fratelli l’'abisso si allargò ed essi ne vennero ingoiati, scomparendo nelle profondità della terra. Ma, dopo che la polvere si fu dissipata e il suolo ebbe cessato di tremare, ecco che, su di un alto picco, che si ergeva nel vuoto sottostante, la ragazza stava ancora in ginocchio a pregare, quasi che il disastro non l’'avesse neppure sfiorata.


Tratto da: http://www.turismoinlanga.it/pagine/ita/d_territorio2.lasso?cod=55145AE41d849286F4NMr2B4C92C

giovedì 14 marzo 2013

Papa Francesco


Papa Francesco (in latino Franciscus, nato Jorge Mario Bergoglio IPA: [ˈxorxe ˈmaɾjo βerˈɣoɣljo]; Buenos Aires, 17 dicembre 1936) è dal 13 marzo 2013 il 266º vescovo di Roma e papa dellaChiesa cattolica, 8º sovrano dello Stato della Città del Vaticano, primate d'Italia, oltre agli altri titoli propri del romano pontefice.
Di nazionalità argentina e appartenente alla congregazione religiosa della Compagnia di Gesù, è il primo pontefice di questo ordine religioso eletto al soglio di Pietro, nonché il primo proveniente dalcontinente americano. È il primo papa dopo undici secoli ad adottare un nome nuovo, mai utilizzato da un predecessore, dai tempi di papa Lando (se si esclude Giovanni Paolo I, il quale unì i nomi dei suoi due immediati predecessori Giovanni XXIII e Paolo VI).

Nato in una famiglia di origini italiane, specificamente piemontesi (il bisnonno Giovanni Angelo era nato in località Bricco Marmorito di Portacomaro Stazione, frazione di Asti non lontana da Portacomaro), è il quarto dei cinque figli di Mario, funzionario delle ferrovie salpato nel 1928 dal porto di Genova per cercare fortuna a Buenos Aires, e di Regina Maria Sivori, una casalinga con sangue piemontese e genovese.
All'età di 21 anni, a causa di una grave polmonite, gli viene asportata la parte superiore del polmone destro. A quell'epoca, infatti, malattie polmonari come infezioni fungine o polmoniti erano curate chirurgicamente per la scarsità di antibiotici. Per questo fatto i vaticanisti lo esclusero dalla lista dei papabili durante il conclave della sua elezione, nella convinzione che il successore di Ratzinger dovesse essere giovane ed energico.
Laureato in chimica all'Università di Buenos Aires, ha avuto anche una fidanzata, prima di intraprendere la vita ecclesiastica, in base a quanto dichiarato dallo stesso. Apprezza il vino Grignolino che si produce nel territorio da dove provengono i suoi nonni e sa parlare il dialetto piemontese. Ha ballato in gioventù il tango e il suo film preferito è Il pranzo di Babette.
È tifoso e socio con la tessera n. 88.235 dal 12 marzo 2008 del club argentino di calcio del San Lorenzo de Almagro che milita in Primera División e che , dopo l'elezione ha inviato una lettera di felicitazioni a papa Francesco.
Decide di entrare nel seminario di Villa Devoto e l'11 marzo 1958 comincia il suo noviziato nella Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires in seguito, per laurearsi in filosofianel 1960. Dal 1964 insegna per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires.
Decide di entrare nel seminario di Villa Devoto e l'11 marzo 1958 comincia il suo noviziato nella Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires in seguito, per laurearsi in filosofianel 1960. Dal 1964 insegna per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires.
Riceve l'ordinazione presbiterale il 13 dicembre 1969 per l'imposizione delle mani dell'arcivescovo di Córdoba Ramón José Castellano.
Dopo altre esperienze di insegnamento e la nomina a superiore provinciale dell'Argentina (dal 31 luglio 1973 al 1979 è rettore della Facoltà di teologia e filosofia a San Miguel. Nel 1979 partecipa al vertice della Celam (Consiglio Episcopale Latinoamericano) a Puebla ed è fra coloro che si oppongono decisamente alla teologia della liberazione, sostenendo la necessità che il continente latino-americano faccia i conti con la propria tradizione culturale e religiosa. Nel 1986 si reca in Germania per il completamento del dottorato. Ritornato in patria diventa direttore spirituale e confessore della chiesa della Compagnia di Gesù di Córdoba.
È considerato uno dei candidati più in vista per l'elezione a pontefice nel conclave del 2005; secondo la ricostruzione del conclave raccolta dal vaticanista Lucio Brunelli sulla base del diario di un cardinale elettore, Bergoglio fu il cardinale più votato dopo Ratzinger. Pur se tradizionalmente il presule aveva sempre rifiutato incarichi di un certo peso nella curia romana, anche i cardinali che votarono per Carlo Maria Martini puntavano sul porporato argentino, che poteva contare sui voti di quasi tutti i cardinali provenienti dall'America latina.
Al secondo scrutinio i voti per Ratzinger aumentano rispetto al primo, ma anche Bergoglio ottiene un numero di preferenze non trascurabile: i sostenitori di Bergoglio miravano a fargli ottenere 40 voti. Al terzo scrutinio a Ratzinger mancano pochissimi voti per essere eletto: diversi cardinali del blocco di Bergoglio, allo scrutinio successivo, si arrendono e danno a Ratzinger i voti che gli mancavano per l'elezione.
La sera del 13 marzo 2013, al quinto scrutinio, è eletto papa assumendo il nome di Francesco in onore di san Francesco d'Assisi.
« Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca. »

Nel suo primo discorso nelle vesti di vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, dopo aver salutato affettuosamente la folla con un cordiale e semplice "buonasera", chiede di pregare per il papa emerito, Benedetto XVI, recitando insieme a tutti i fedeli la preghiera del Padre Nostro, dell'Ave Maria e del Gloria al Padre. In seguito ricorda lo stretto legame tra il papa e la Chiesa di Roma «che presiede nella carità tutte le Chiese» con un riferimento implicito alle parole introduttive della lettera ai Romani di Ignazio di Antiochia. Ha poi chiesto ai fedeli di pregare anche per lui, sottolineando questo momento chinando il capo e rimanendo in silenzio per qualche istante; impartisce poi la benedizione Urbi et Orbi. Dopodiché, prima di congedarsi, ha nuovamente salutato i fedeli in piazza San Pietro, ringraziandoli per la loro accoglienza.
Ha impartito la benedizione senza l'abito corale, preparato nella sacrestia della cappella Sistina dal maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie Guido Marini e previsto per l'occasione, ma indossando solo l'abito piano e la croce pettorale che utilizzava da vescovo. Solo al momento della benedizione il nuovo pontefice ha indossato la stola, che poi ha subito tolto. Il 14 marzo padre Federico Lombardi, in un briefing con la stampa accreditata, ha raccontato che il neo pontefice subito dopo l'elezione, nel ricevere l'omaggio di tutti i cardinali nella cappella Sistina, ha preferito stare in piedi piuttosto che utilizzare il tronetto a disposizione
L'Argentina è stata governata dal 1976 al 1983 da una regime dittatoriale e questo ha aperto un dibattito sui rapporti che Bergoglio (che, all'epoca, era Provinciale dei Gesuiti argentini) ha intrattenuto con i governanti in quegli anni. Sebbene si sia adoperato per salvare persone dalle torture, egli fu accusato dall'avvocato Marcello Parrilli di avere avuto responsabilità in relazione al rapimento, nel 1976, di due suoi sacerdoti gesuiti ostili al regime, Orlando Yorio e Francisco Jalics. Le accuse, tuttavia, sono in seguito cadute. A livello giornalistico, l'ipotesi viene ancora dibattuta. In relazione a questa vicenda, Bergoglio ha testimoniato di aver incontrato Emilio Massera e Jorge Videla con l'obiettivo di ottenere la liberazione dei due religiosi.
Nel 2011 Bergoglio è stato chiamato a testimoniare anche in relazione al cosiddetto "robo de bebés" ("furto di bambini"), ovvero la pratica di sequestrare e occultare l'identità dei figli dei desaparecidos, attuata sistematicamente durante la dittatura.
Pérez Esquivel, che ha vinto il premio Nobel per la Pace per le denunce contro gli abusi della dittatura militare, ha difeso Bergoglio dalle accuse di complicità. Anche il presidente dell'Associazione 24 marzo, Jorge Ithurburu, ha preso posizione smentendo le ipotesi di collusione del nuovo papa con il regime. Perplessità, invece, sono arrivate dall'attivista argentina Estela de Carlotto, presidente dell'associazione Nonne di Plaza de Mayo.
Bergoglio ha avuto modo di esprimere la sua posizione sull'omosessualità e ribadire l'insegnamento della Chiesa Cattolica in materia di pratiche omosessuali ritenendole intrisecamente immorali. L'allora cardinale, accanto alla condanna del comportamento, ha anche sottolineato l'importanza di mantenere il rispetto per le persone omosessuali. Nel 2010, in occasione della nuova normativa sostenuta dal governo argentino, volta a dare equivalenza legale tra il matrimonio eterosessuale e quello tra partner omosessuali, l'arcivescovo di Buenos Aires si è opposto fermamente al progetto, definendo la legge "una mossa del diavolo" e affermando che era in gioco l'identità e la sopravvivenza della stessa famiglia, composta da padre, madre e figli. In una lettera alle Suore Carmelitane di Buenos Aires Bergoglio scrisse:
« Il popolo argentino si troverà ad affrontare nelle prossime settimane, una situazione il cui esito può ferire gravemente la famiglia (...) il disegno di legge sul matrimonio per le persone dello stesso sesso. È in gioco l'identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. La posta in gioco è la vita di tanti bambini discriminati in anticipo poiché privati della crescita umana che Dio ha voluto essere data da un padre e da una madre. La posta in gioco è un rifiuto esplicito della legge di Dio, incisa nei nostri cuori. »
Come strascico delle tensioni tra Bergoglio e la Casa Rosada a seguito delle critiche sulla legge sul matrimonio fra persone dello stesso sesso, secondo alcuni quotidiani, il presidente argentino della Camera dei deputati, Julián Domínguez ed i deputati del suo blocco (Partito Giustizialista e Fronte per la Vittoria) si sono rifiutati di interrompere una cerimonia di commemorazione tenutasi in Parlamento per l'ex presidente venezuelano Hugo Chavez per salutare l'elezione del nuovo Papa.

Negli anni settanta nel Sudamerica si ebbe un dibattito acceso sulla cosiddetta “teologia della liberazione”: Bergoglio non condivise le aperture di diversi membri importanti del suo ordine e assunse una posizione più moderata.





Tratto da: http://it.wikipedia.org


venerdì 8 marzo 2013

La festa dell'8 Marzo

Il pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio che iniziò all'ottavo piano della Shirtwaist Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza di essi erano giovani donne italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d'uscita.
I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell'incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari.
Migliaia di persone presero parte ai funerali delle Operaie 


Altre versioni su: http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_Internazionale_della_Donna

lunedì 4 febbraio 2013

Accadde Oggi...

1789 – George Washington viene eletto all'unanimità come primo Presidente degli Stati Uniti dal Collegio Elettorale Statunitense

1862 – Viene fondata la Bacardi

1966 - Fu soppresso l'Indice dei libri proibiti (in latino Index librorum prohibitorum), un elenco di pubblicazioni proibite dalla Chiesa cattolica, creato nel 1558 per opera della Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione (oSant'Uffizio), sotto Paolo IV.

1991 – I Queen pubblicano Innuendo, l'ultimo album prima della morte di Freddie Mercury

2004 – Nasce Facebook

Tratto da: http://it.wikipedia.org

domenica 27 gennaio 2013

Giorno della Memoria

l Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata in commemorazione delle vittime del nazismo, dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.
In questo giorno si celebra la liberazione, da parte delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa, del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945.

La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell'Armata Rossa, nel corso dell'offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo il tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l'orrore del genocidio nazista.
In realtà i sovietici erano già arrivati precedentemente a liberare dei campi come quello di Chełmno e quello di Bełżec ma questi, essendo di sterminio e non di concentramento, erano vere e proprie fabbriche di morte dove deportati venivano immediatamente gasati, salvando solo pochi sonderkommando, che in italiano significa unità speciale.
Tuttavia, l'apertura dei cancelli ad Auschwitz, dove circa 10-15 giorni prima i nazisti si erano rovinosamente ritirati portando con sé, in una marcia della morte, tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa, mostrò al mondo non solo molti testimoni della tragedia ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dai nazisti nel lager.
Il 27 gennaio il ricordo della Shoah, cioè lo sterminio del popolo ebreo, è celebrato dagli stati membri dell'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7[1] del 1º novembre 2005.
In Italia gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria:
« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.[2] »
Nonostante questi stermini ci furono molte persone, ben 24.356, che aiutarono gli ebrei a sfuggire dalla morte che in seguito furono ufficialmente insignate dell'alta onorificenza dei Giusti tra le nazioni per il loro impegno a favore degli ebrei perseguitati durante l'Olocausto[3]. Tra le nazioni con il maggior numero di insigniti ci sono:

Tratto da:  http://it.wikipedia.org/wiki/Giorno_della_Memoria

lunedì 14 gennaio 2013

Guerrillero Heroico




Guerrillero Heroico è il nome di una celebre fotografia che ritrae Ernesto "Che" Guevara, scattata il 5 marzo 1960 a L'Avana dal fotografo cubano Alberto Díaz Gutiérrez, meglio noto come Alberto Korda.


Il 4 marzo 1960 due grosse deflagrazioni nel porto di L'Avana avevano provocato l'esplosione della nave mercantile francese La Coubre. Il carico della nave era composto da un arsenale di munizioni provenienti dal Belgio: l'arrivo di tale carico aveva ricevuto una forte opposizione da parte degli Stati Uniti, e per tale ragione Fidel Castro accusò la CIA della responsabilità dell'attentato[1].
I morti nell'esplosione furono ottantuno, e i feriti duecento. Il giorno successivo Fidel Castro decise di organizzare una cerimonia di commemorazione delle vittime, alla quale prese parte Che Guevara, all'epoca Ministro dell'Industria del governo cubano. Korda era presente in qualità di fotografo personale di Fidel Castro.
Korda usò una Leica M2 con lenti di 90 mm e con pellicola Kodak Plus-X, che ospitava già fotogrammi di Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e Fidel Castro, tutti presenti alla cerimonia. Korda riuscì a scattare due fotografie al comandante Guevara, la prima in orizzontale e la seconda in verticale. Disse il fotografo: «L'ho guardato attraverso la Leica e ho scattato due foto: una orizzontale, mentre stava chiudendo la zip del giubbotto; una verticale, più bella.»[2]
Nel primo scatto Che Guevara venne ritratto nel mezzo tra alcune foglie di palma ed il giornalista argentino Jorge Ricardo Masetti Blanco (di origini bolognesi, noto anche come Comandante Segundo: fu fondatore e primo direttore di Prensa Latina a Cuba, poi desaparecido in Argentina nel 1964). Successivamente, nel corso del processo di stampa della foto, lo stesso Korda decise di isolare la figura del "Che" tramite una operazione di cropping, e di pubblicare solamente il primo piano del rivoluzionario argentino.

La fotografia rimase praticamente semisconosciuta per i successivi sette anni. Nel giugno 1967 l'editore milanese Giangiacomo Feltrinelli si recò a L'Avana, di ritorno dalla Bolivia: fu proprio a Cuba che incontrò Alberto Korda, con il quale si fermò nel suo studio a parlare del "Che"[3]. Il fotografo gli regalò due copie della sua foto, senza volere alcun compenso.
Tornato in Italia, Feltrinelli scelse proprio il ritratto del "Che" realizzato da Korda come copertina del Diario in Bolivia di Ernesto Guevara. Decise anche di stampare numerosi poster con la stessa immagine, tappezzando Milano dopo la morte del comandante[3].
Lo scatto di Korda da allora è divenuto una delle fotografie più celebri e più riprodotte della storia. Diffusa dapprima in ambito politico e successivamente nel circuito artistico, nel corso degli anni l'immagine è stata reinterpretata e riprodotta nei più vari settori: design, moda, cinema, pubblicità[4].
Nonostante questo, il suo autore non ha mai reclamato i diritti né ha ricevuto alcun compenso[2], a differenza dell'editore Feltrinelli. Egli stesso ha dichiarato: «Ma io lo perdono [Giangiacomo Feltrinelli], perché così facendo mi ha reso famoso»[5].
Nel 2000 Korda intraprese una battaglia legale contro l'azienda russa Smirnoff, rea di aver utilizzato la foto del Che per pubblicizzare la propria vodka. La vicenda si è conclusa con un accordo extra-giudiziale, che ha comportato l'esborso di 50.000 dollari da parte dell'azienda e che il fotografo ha utilizzato per l'acquisto di medicinali in favore dei bambini cubani[6].

tratto da: http://it.wikipedia.org