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domenica 26 agosto 2012

Polemiche tra Ristoratori e Pro Loco

Riporto in parte quanto scritto su: http://www.atnews.it/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/le-pro-loco-devono-tornare-ai-valori-veri-e-non-fare-concorrenza-ai-ristoranti.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter#.UDsgeQPonqw.facebook


Nella polemica sempre più accesa che da tempo contrappone ristoratori professionisti astigiani e Pro loco si inserisce così anche Agriturist l’associazione che, in provincia di Asti e in Piemonte, fa capo a Confagricoltura e che raggruppa gli operatori del settore dell’agriturismo.
Dall’associazione arriva un avvertimento,  senza se e senza ma,  a chi gestisce le Pro loco che secondo l’organizzazione: “devono tornare ai valori veri del volontariato a favore della promozione e valorizzazione del territorio e non garantire meramente reddito ai propri sodalizi, devono rinunciare alla tentazione di fare concorrenza ai professionisti della ristorazione e dell’accoglienza e attenersi strettamente alle tipicità agroalimentari dell’area dove si opera mettendo da parte mode e contaminazioni.”

Una posizione netta, confermata da Massimo Macchia, presidente di Agriturist Asti di Confagricoltura, che chiarisce: «Siamo solidali con i ristoratori astigiani che da tempo denunciano una commistione niente affatto virtuosa tra le Pro loco e la ristorazione tout-court. Un fatto è certo, un tempo questi sodalizi mettevano in campo uno, massimo due eventi annuali. Oggi si arriva anche a uno al mese. Oltretutto con prezzi più che concorrenziali e l’aiuto di volontari che certo hanno costi inferiori al personale assunto. È chiaro che il settore della ristorazione professionale ne risente. Crediamo sia il caso di pensare ad una regolamentazione del settore».

Gli fa eco Fiorella Riminato, coordinatrice di Agriturist Piemonte di Confagricoltura: «I segnali di sofferenza dei ristoratori professionisti sono chiari e condivisibili. Le Pro loco devono ripensare al loro ruolo primitivo che è quello di promuovere il territorio attraverso eventi e manifestazioni che non possono ridursi sempre e comunque a grandi mangiate a basso costo, con menù quando va bene a base di piatti tipici e quando va male con wurstel e crauti che con il Piemonte proprio non hanno nulla a che fare. Un richiamo alla tipicità che estendo anche ai nostri associati: come Agriturist di Confagricoltura siamo distanti da quegli operatori agrituristici che tradiscono i dettami dell’etica professionale che impone l’uso di prodotti del territorio autoprodotti. Il resto sono sbavature che non hanno nulla a che fare con l’agriturismo vero. Ed è chiaro che la bandiera della ristorazione deve restare ai professionisti».


E' vergognoso quanto sopra dichiarato.
Criticare l'operato delle Pro Loco e non fare il Mea Culpa è solo uno scaricabarile per non trovare soluzioni per uscire dalla crisi.
Se dobbiamo parlare di valori, vorrei proprio sapere che valori hanno i ristoratori ad avere prezzi così salati in un periodo così difficile, inutile poi parlare dei grandi valori che hanno contraddistinto i ristoratori nell'evasione fiscale che ha permesso al nostro paese, tra le altre cose, di arrivare in questa situazione.
I locali nell'astigiano crescono come funghi, e questo è un altro motivo per cui è sterile e infantile questa protesta, sempre che non vengano aperti per altri motivi... ma non voglio pensare male...
Forse la gente non sa che le pro loco denunciano TUTTO e pagano le tasse su TUTTO quello che incassano.
Riguardo all'intervento su " promozione e valorizzazione del territorio" , quello che più mi ha divertito, vorrei proprio sapere dove troverebbe i fondi l'Agriturist per finanziare gli eventi, forse dalle sponsorizzazioni dei ristoranti?
Se Asti richiama gente dal Piemonte e dal Bel Paese, lo si deve al Palio e alle Sagre, che impegnano entrambi il lavoro "volontario" di numerose persone, se i ristoratori non sanno sfruttare questo, è un loro problema.
Asti è una splendida città, è ora che sfrutti questa sua bellezza per richiamare turismo, unendo le forze dei vari enti e non limitarsi a polemiche del tutto deleterie e non costruttive.

lunedì 14 maggio 2012

Evasori fiscali in italia: ecco come evadono i professionisti

Professionisti nel mirino della Guardia di Finanza. L'ondata di controlli a tappeto degli ultimi mesi sta facendo emergere un mondo in cui l'evasione fiscale è arrivata a superare i 200 milioni di euro, tra Irpef e Iva. Architetti, avvocati, medici, notai: ogni professione utilizza uno stratagemma per non pagare, dalle prestazioni sottofatturate al pagamento in nero, all'omissione della fattura, chiesta il più delle volte come un optional che il cliente può rifiutare, magari se in cambio viene fatto un piccolo sconto. 

Le indagini al momento hanno riguardato circa 2.000 professionisti sparsi su tutta la penisola E' bastato esaminare le loro dichiarazioni dei redditi e confrontarli con il tenore di vita. E in molti casi, il confronto non teneva, come per un medico di Terni, con un reddito annuo di 10 mila euro e una Mercedes da 65 mila.

Il trucco più conosciuto, appartenente alla categoria dei medici, è quello dell’intramoenia allargata, propria dei medici dipendenti di una Asl che operano anche presso studi privati sempre per conto dell'azienda sanitaria locale. In numerosi casi, la Guardia di Finanza ha scoperto però medici che non fatturavano le prestazioni seguite all'esterno, intascandosi direttamente - e in nero - il prezzo della visita. Quella dell'iintramoenia allargata - che comporta truffa ai danni dell'erario - è una pratica che verrà però risolta nel decreto milleproroghe, che ne prevede la cessazione per il 30 giugno prossimo. 
C'è poi la tecnica della parcella divisa in due, trucchetto attraverso il quale un notaio riusciva a pagare l'Iva solo su una quota - irrisoria - del pagamento, trasformando la seconda tranche in una fattura "spese anticipate in nome e per conto", che ha anche il vantaggio di essere portata in deduzione come un costo. O ancora di dilazionare il pagamento, pratica utilizzata da molti avvocati che approfittando dei tempi lunghi della giustizia italiana, diluivano il pagamento nel corso degli anni, molte volte in nero o con sottofatturazioni. O infine di aggirare le norme sulladetrazione fiscale al 36%, semplicemente dimenticandosi - nel caso di alcuni architetti - di denunciare la fattura e sommarla al proprio imponibile. 
Insomma, a ogni professione la propria evasione. Piccoli trucchi, astuzia, sommata alla complicità/imbarazzo del cliente, la disinformazione su queste tematiche e il gioco è fatto. Un gioco molto caro però, da 200milioni di euro. Al momento.

Tratto da: http://it.finance.yahoo.com/notizie/evasori-fiscali-in-italia--ecco-come-evadono-i-professionisti-italiani.html?nc

domenica 22 aprile 2012

Divieto di diffondere sondaggi sull'esito delle elezioni

A due settimane dalle elezioni comunali del 6 e 7 maggio è entrata in vigore la normativa che vieta di rendere pubblici e diffondere i risultati di sondaggi demoscopici sull'esito delle elezioni e sugli orientamenti politici degli elettori. La stessa regola vale anche se i sondaggi sono stati realizzati in un periodo antecedente a quello del divieto. Il provvedimento è valido fino a lunedì 7 maggio.
Al voto sono chiamati 770 comuni nelle Regioni a statuto ordinario, di cui 134 con più di 15 mila abitanti e 636 inferiori a questa soglia. Complessivamente, nelle Regioni a statuto ordinario gli elettori saranno 7.202,146, divisi in 8.654 sezioni elettorali.

Tratto da: http://www.atnews.it/leggi-notizia/argomenti/cronaca-3/articolo/asti-da-stasera-scatta-il-divieto-di-diffondere-sondaggi-sullesito-delle-elezioni.html?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter