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| Linea Autunno/Inverno 2012 |
venerdì 20 aprile 2012
giovedì 19 aprile 2012
Ciao Moro
Le morti sono tutte uguali, ma esistono ricordi che uno regala a chi gli sta accanto. Tutti dicono di ricordare il tuo sorriso, e questo è bello e importante. Il tuo nome rimarrà scritto nelle poche righe dove il calcio è ancora poesia, dove un tifoso pisano abbraccia un livornese deponendo i fiori sotto la tua foto. Il resto deve essere doloroso e indimenticato silenzio.
Anche Gesù
Anche Gesù ha sbagliato un collaboratore, si difende il ponziopilato della Lombardia. Dopo ponderate riflessioni avrei ravvisato alcune differenze fra il Cristo e il Celeste (uno dei due soprannomi di Formigoni, l’altro è il Modesto, ma l’uomo è così modesto che preferisce non farlo circolare). Gesù fu battezzato dal Battista, Formigoni dal Berlusca. La carriera pubblica di Gesù si consumò in tre anni, quella di Formigoni in Regione prosegue imperterrita da diciassette. Gesù non faceva vacanze di gruppo sugli yacht dei farisei: preferiva i pescherecci, casomai una camminata sulle acque. Quanto al suo tesoriere, Giuda era più economo di Lusi (vabbé, ci vuol poco), più colto di Belsito (vabbé, idem) e a differenza dei formigonidi non venne mai raggiunto da avvisi di garanzia. Gesù sapeva bene chi era Giuda: non fu tradito a sua insaputa. In ogni caso avrebbe commesso un errore di valutazione isolato. Formigoni invece di collaboratori ne ha sbagliati parecchi, a cominciare dal sarto daltonico che gli sforna le camicie per proseguire col cugino depresso di Andy Warhol che ha ideato quegli spot sul Web in cui il Celeste fa lo spadaccino.
Sugli altri collaboratori sbagliati preferirei tacere, avendo già parlato la magistratura. Aggiungo solo che la cifra del tradimento di Giuda, trenta denari, anche al netto dell’inflazione risulta di gran lunga inferiore a quelle che danzano nel cielo sopra Milano per sfamare gli appetiti dei notabili e delle lobby che li sostengono. (Lobby? Ho detto lobby? Scusate, mi ero scordato che, grazie al finanziamento pubblico dei partiti, viaggiano lontane anni luce dal mondo della politica).
Tratto da : http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1162&ID_sezione=56
Sugli altri collaboratori sbagliati preferirei tacere, avendo già parlato la magistratura. Aggiungo solo che la cifra del tradimento di Giuda, trenta denari, anche al netto dell’inflazione risulta di gran lunga inferiore a quelle che danzano nel cielo sopra Milano per sfamare gli appetiti dei notabili e delle lobby che li sostengono. (Lobby? Ho detto lobby? Scusate, mi ero scordato che, grazie al finanziamento pubblico dei partiti, viaggiano lontane anni luce dal mondo della politica).
Tratto da : http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1162&ID_sezione=56
mercoledì 18 aprile 2012
Le mie Fotografie
martedì 17 aprile 2012
Errore drammatico
Alfano Bersani Casini hanno lanciato il loro personalissimo urlo di dolore: cancellare i soldi pubblici ai partiti sarebbe un errore drammatico, in quanto consegnerebbe la politica ai ricchi e alle lobby. Sacrificando, immagino, la confraternita di monache e filosofi che l’ha guidata negli ultimi vent’anni. Con buona pace della dirigenza del Pd, permalosa assertrice di una «diversità» che le cronache degli ultimi mesi hanno reso in gran parte immaginaria, chi critica la sordità della Casta non è un demagogo. Sa che la buona politica è tale solo se viene finanziata dai contribuenti. Ma a tre condizioni: che ogni dieci anni ci sia un ricambio completo del personale (la corruzione prolifera negli stagni), che i politici siano scelti dagli elettori, e che siano molti di meno: non il milione di persone che traffica nel sottobosco dei partiti e delle istituzioni da essi occupate.
Peccato che di questi temi nell’urlo di ABC non vi sia traccia. I tre capi della maggioranza non vogliono cancellare gli emolumenti pubblici ai partiti. Ma si guardano bene anche solo dal dimezzarli. Promettono, bontà loro, maggiori controlli affinché i tesorieri non possano più spostare milionate di euro all’insaputa dei loro astutissimi leader, ma lasciano la sanzione al Parlamento, cioè a se stessi. Il vero errore drammatico, agli occhi dei cittadini, è che al culmine di una crisi che sta atterrando l’Italia l’unico documento congiunto che ABC abbiano sentito l’esigenza di firmare sia quello a tutela dei loro interessi.
tratto da: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41
Peccato che di questi temi nell’urlo di ABC non vi sia traccia. I tre capi della maggioranza non vogliono cancellare gli emolumenti pubblici ai partiti. Ma si guardano bene anche solo dal dimezzarli. Promettono, bontà loro, maggiori controlli affinché i tesorieri non possano più spostare milionate di euro all’insaputa dei loro astutissimi leader, ma lasciano la sanzione al Parlamento, cioè a se stessi. Il vero errore drammatico, agli occhi dei cittadini, è che al culmine di una crisi che sta atterrando l’Italia l’unico documento congiunto che ABC abbiano sentito l’esigenza di firmare sia quello a tutela dei loro interessi.
tratto da: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41
Le mie Ricette : Carbonara di Mare
Ingredienti
- 370 grammi di spaghetti
- 1 scalogno
- 200 grammi di seppie
- 100 grammi di calamari
- 100 grammi di gamberetti puliti e sgusciati
- 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
- 100 ml di vino bianco
- 2 mestoli di brodo di pesce
- 1 aglio
- 1 uovo
- Pepe
- Prezzemolo
Preparazione
- Pulisci e taglia le seppie in una dadolata fine.
- Pulisci e taglia anche i calamari, trita finemente lo scalogno.
- In un padella fai rosolare lo scalogno e la seppia, dopo 10 minuti aggiungi i calamari, aggiungi il vino e per ultimi i gamberetti.
- Fai cuocere dopo aver aggiunto il brodo di pesce e verificando che ce ne sia abbastanza per terminare la cottura della pasta.
- Metti a cuocere gli spaghetti in acqua bollente salata e lessali al dente.
- Ripassali in padella con i molluschi e i crostacei, a cottura ultimata versa l’uovo leggermente sbattuto, spegni il fuoco e mischia tutto spolverando di pepe nero e prezzemolo fresco tritato.
lunedì 16 aprile 2012
domenica 15 aprile 2012
In ricordo di Piermario Morosini
Nato a Bergamo e cresciuto nel settore giovanile dell'Atalanta, nel 2005 era stato prelevato dall'Udinese,
sempre attenta ai talenti in erba. Con i friulani ha poche occasioni
per mettersi in evidenza e così viene mandato altrove a farsi le ossa,
in B, prima al Bologna e poi al Vicenza. E con i biancorossi si guadagna un posto nell'Under 21 che va a giocare gli Europei in Svezia, prima di proseguire il suo girovagare che lo porta a Reggio Calabria, Padova e ancora Vicenza. La scorsa estate il ritorno a Udine, prima del prestito al Livorno
per rilanciarsi, per prendersi una rivincita. Perché Morosini era uno
che non si arrendeva mai, che di difficoltà nella vita ne aveva superate parecchie,
da quando, nemmeno maggiorenne, si era ritrovato senza papà Aldo e
mamma Camilla. "Sono cose che ti segnano e ti cambiano la vita, ma che
allo stesso tempo ti mettono in corpo tanta rabbia e ti aiutano a dare
sempre tutto per realizzare quello che era un sogno anche dei miei
genitori", raccontava nel 2005, quando passò all'Udinese. Qualche tempo dopo venne a mancare anche il fratello disabile,
e Piermario si era ritrovato a lottare per sé e per la sorella maggiore
e malata. Una vita dura, difficile che Morosini ha sempre affrontato a
testa alta, dignitosamente. Un'esistenza finita troppo presto.
Tratto da : http://it.eurosport.yahoo.com/14042012/45/serie-b-triste-storia-piermario-morosini.html?nc
venerdì 13 aprile 2012
Aforismi
Non è il viso che colpisce, ma le espressioni … non è il corpo che ci piace, ma il modo in cui si muove… non è spesso l’aspetto fisico che ci attrae… ma sono i modi di fare di una persona.
M. Monroe
M. Monroe
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